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31 gennaio 2012

Capriccio Weekend trop intense!

Esco da un weekend pazzesco. Sono molto più stanca oggi di quanto non lo fossi venerdì, debbo ammetterlo. Vi avverto, questo post è lunghissimo. Chi arriva fino alla fine vince... tutta la mia stima

Venerdì: 
Esco più tardi del solito, sfido il freddo polare a cavalcioni della mia fida scopa (!) e mi fermo prima a fare bancomat, che poi la mattina dopo ho il treno PRESTO e non combino, risalgo in sella e via, verso casa.

Inutile dire che sono già tardissimo. Lo sapevate già.

Mi cambio in fretta e furia, provo tutti i tacchi che ho in casa dacché vige il divieto di Carampana alla cena con le Galline dell'acquagym, ma mi devo essere incalcata un ditino del piede perché non riesco a tenere nemmeno un misero 5 senza che mi vengano le scosse ad un piede. Porca miseria! Mi rassegno e metto le scarpine tacco 3, modello "NonnAbelarda", poi guardo l'orologio e caccio un urlo che fa venire i capelli bianchi a mio marito (ma tanto è biondo e quindi non si nota):

"AAAAAAAAAAHHH! LE 19.20!". 

Scendiamo di corsa in garage, prendiamo la macchina e ci dirigiamo a tutta birra verso il negozio di articoli per feste per ordinare i palloncini per domenica (vedi sotto). Facciamo appena appena in tempo, chiudevano alle 19:30, poi il misericordioso biondone mi accompagna in centro per l'appuntamento con le galline. Si ferma il tempo di uno spritz, e torna a casa, lasciandomi lì al freddo ed al gelo a maledire tra me e me il divieto di UGG. Sento i piedi diventare blu. Brava, mettiti la gonna, e le calze, e le scarpine decolté, brava, intelligentona.
Arrivano le panterone, e ci dirigiamo a prendere un secondo spritz. E poi un altro. Notoriamente io non reggo più l'alcool (perché non ne bevo quasi più, una volta il mio fegato era più preparato!) ed al terzo spritz già mi gira il capoccino, ma siamo lì a ridere come delle pazze e tanto non guido io. Sì, perché il misericordioso viene anche a raccattarmi! Ci spostiamo al ristorante, e ci spanziamo, sempre ridendo come delle forsennate e sconvolgendo quelli seduti al tavolo alle mie spalle. Sembra una puntata di Sex and the City, ma siamo praticamente tutte Samantha. Vi lascio immaginare!

Due esempi della nostra (mia) scarsa morigeratezza:

Antipasto di formaggi misti con mostarde fatte in casa, 
pere ed uvetta sultanina

Torta alla birra

A mezzanotte arriva il mio delizioso cavaliere a riprendermi, ho il coprifuoco di una teenager perché la mattina dopo mi devo alzare all'alba e non è il caso di fare nottata, che non ho più l'età e poi mi vengono le occhiaie, i cervicali, il cagotto, la gotta, l'alitosi, il gomito del tennista, l'ansia da prestazione, l'invidia del pene e l'asma.
Se siete arrivati fino a qui avete vinto 50 brownie points!

Sabato:
È il gran giorno, oggi si va al corso di Cake Design a Treviso con Sara Giustizieri. Sara è una persona deliziosa e preparatissima, e il corso è di quelli impegnativi!

Ecco il modello che riprodurremo (con qualche modifica): 

Ore 6:45 - suona la sveglia.

Con un pigro gesto di stizza la spengo, come faccio sempre - ma di solito rimedia mio marito svegliandomi col frastuono di coperchi delle pignatte o caraffoni d'acqua gelata o peggio ancora col solletico (no, non è vero, è tanto carino, mi sveglia col caffé!). Questa volta no, però.
Quando riapro gli occhi sono le 7:15 e tiro giù tutti i santi e le madonne del calendario, e per l'occasione ne invento anche qualcuno di nuovo. Mi scaravento fuori dal letto, prendo dei vestiti a caso, che si riveleranno una pessima scelta, mi trucco alla meglio (o alla peggio!) mentre con l'altra mano reggo alternativamente la tazza del caffé e la fetta di pane. Mi scapicollo giù e mi dirigo a passo rapido ancorché tremolante verso casa di Madre. Eh sì, perché anche Madre viene al corso, pur non avendo MAI toccato pasta di zucchero nella sua vita! Prendiamo il treno e finalmente arriviamo a Treviso. In orario. Cose incredibili.

Ore 9:30 - inizia il corso. E va tutto bene, Sara è gioviale ed energetica e le ore passano veloci, tra una pausa sigaretta e l'altra! Và che è un brutto vizioooooo! Ad un certo punto mi suona il telefono - è la nonna, che è in crisi perché:
1) non trova mia madre (grazie tante, è con me al corso!), proferendo frasi insensate tipo "come si permette di uscire senza avvertirmi" (eh sì perché a 60 anni devi ancora chiedere il permesso a mammina, sappiatelo!)
2) il telefonino "fa un suono strano" e sullo schermo c'è "118". E quindi cos'ha fatto? Ha chiamato il 118 per chiedergli se l'avessero chiamata loro. La logica risposta dev'essere stata qualcosa di simile a "No signora, in genere ci chiamate voi", cosa che l'ha frustrata, evidentemente.
Chiamo il martire biondo e lo mando in missione consolatoria dalla nonna. Il telefonino, per inciso, aveva solo la batteria scarica. Riprendiamo di buona lena e modelliamo faccine, bustini, corpicini, roselline, fiocchettini, pizzi, merletti, gonne, e dipingiamo ciglia, sopracciglia, boccucce, decorazioni simil-barocchette. Insomma un lavoro certosino.

Collage di parziali in ordine decisamente sparso:

Risultato finale: 


Ore 19:00 - Finiamo il corso, cerco (inutilmente) di togliere almeno una parte della maizena dallo scollo ad anello del maglione blu notte che ho addosso (ve l'avevo pur detto che si sarebbe rivelata una pessima scelta, sembravo una lavagna sporca di gesso!), salutiamo, sbaciucchiamo chiunque ci capiti a tiro, compresi dei perfetti estranei, e corriamo verso la stazione, torta con la damina alla mano, per prendere il treno delle 19:15.

Che era un treno immaginario. 

Il treno vero era alle 18:59. Attendiamo il treno successivo fino alle 19:38, al freddo ed al gelo, attirando sguardi curiosi. Ammazzo qualche minuto guardando il cellulare e mi rendo conto che c'è un SMS di mio marito di due ore e mezza prima. Si è chiuso fuori quando è andato a ritirare i palloncini ordinati venerdì (vedi sopra, ma vedi anche sotto). Ottimo! Non comprendo appieno la situazione e lo immagino praticamente in strada, surgelato, con le stalattiti e le stalagmiti che spuntano da ogni orifizio, e due palloncini giganti a forma di 3 e 0 tenuti con una mano ormai blu e pronta per l'amputazione. Lo spedisco a suon di calci negli zebedei verso il mio ufficio a prendere la chiave di scorta, ma ormai sono le 19:30 di sabato, quindi devo anche chiamare mio padre acciocché SIA in ufficio quando arriva il biondo, altrimenti resta fuori pure là. Me lo immagino che percorre il centro coi palloncini, tra l'altro. E rido tra me e me.

Ore 20 e qualcosa - Arriviamo in stazione. Scendiamo, e ci dirigiamo a casa a piedi. Quando sono quasi al portone, sento qualcuno che corre dietro di me - è mio marito, che in un'ora e mezza non era ancora giunto a casa. Non chiedo cos'abbia fatto in quell'ora, tanto lo so. Spritz! Arriviamo alla porta, e vedo i palloncini legati al pomello. Scopro che non era chiuso fuori del tutto ma aveva le chiavi del portone, ed aveva passato quelle due ore e mezza seduto in pianerottolo, sugli scalini, magari non al caldo ma comunque non al freddo, attaccandosi al wifi di casa e guadando video di youtube sul telefonino.

Ore 21 - La stanza è piccola e fredda, ma odora di buono. Il neon fa i capricci e la illumina ad intermittenza. Squilla il telefono. Una ragazza prende la cornetta e risponde, maledicendo l'interlocutore ancor prima di sentirne la voce - è quasi ora di chiudere, chi può essere a quest'ora!

"Pronto, buonasera vorrei ordinare due pizze a domicilio"
"ma porc..."

L'interlocutore in questione sono io. Siamo rientrati talmente tardi che ordinare la pizza era l'unica soluzione possibile, anche perché non abbiamo nemmeno fatto la spesa. La giornata termina con me che perdo conoscenza sul divano, ma satolla e felice, nonostante tutto.
Se siete arrivati fino a qui avete vinto 100 brownie points!

Domenica: 
Eh, domenica mi trovo a fare tutte le pulizie che non ho fatto sabato, ed anche di più. Aspetto gente, in due gruppi. Prima la visita della bambina più bella del mondo, che ormai ha quasi 8 mesi, e poi, l'epifania: "oddio, e se gattona? Sono due mesi che non la vedo!"
Ho una gatta persiana, pelosa assai, di solito passo i tappeti con l'aspirapolvere, ma in questa occasione non lo ritengo sufficiente. Tiro fuori lo spazzolone e la spazzola e ci dò che ci dò che ci dò con la spazzola. E poi ci dò anche di aspirapolvere. E poi di nuovo di spazzolone. Procedo col resto delle pulizie ma non faccio in tempo a finire di dividere il bucato e resta tutto sparso sul letto. Oh beh!
Arrivano gli ospiti, e tiro fuori alcuni dei miei pelouche per farla giocare. Le piacciono eh, ma purtroppo nessuno di questi, ancorché interessante, la fa ridere come la gatta. Purtroppo la gatta (che ha 14 anni ed è cardiopatica, per inciso) non ricambia questo amore e tenta la fuga a più riprese!

Tra pasticcini, gingerini, sorrisini e coccoline, la prima visita termina, e mi preparo per la seconda, che è una festa a sorpresa a casa mia, ed anche il motivo del procacciamento di palloncini abnormi! La festeggiata non sospetta nulla (perché il suo compleanno è domani!) e facciamo finta di niente, ordiniamo la pizza (ancora?! Sì, ancora!), giochiamo con la wii, mangiamo e ridiamo, finché ad un certo punto mettiamo le candeline e una figurina in pasta di zucchero che raffigura la festeggiata, che avevo preparato un paio di giorni prima,  sulla torta procacciata dalla mia compagna di merende e feste a sorpresa, spegniamo le luci ed entriamo con torta, palloncini, e tagliatorte musicale. Proprio una bella serata.

E con questo festino s'è concluso un weekend vissuto intensamente, senza un attimo di tregua.
Se siete arrivati fino a qui avete vinto 200 brownie points!

30 novembre 2011

Capriccio al Pan di Zenzero

Vi capita mai di cucinare con qualcuno? A casa vostra? L'occasione si tramuta in tragedia? A me sì.

Tra qualche giorno partirò per l'Australia. Oooh! Aaaah! E prima che io parta MMMMadre mi ha convinta (non ho ancora capito come) a fare con lei dei regali da dare ad alcune persone. Ho uno stampo in silicone bellissimo della Silikomart che serve a fare i pezzetti di una casetta di pan di zenzero o di cioccolato, ed ha avuto il lampo di genio di voler regalare casettine a destra ed a manca. 

Ora, immaginatevi due personalità opposte in cucina. 

Io: tenuta da combattimento mimetica, guanti monouso, grembiule, capelli legati in uno chignon che farebbe venire l'emicrania a Carla Fracci, con annesso fascione per capelli per tenere fuori dalle balle anche l'ultimo minuscolo capellino, termometro in una mano, tarocco nell'altra, 2 bilance elettroniche sul tavolo, spiego la sottile arte del temperaggio del cioccolato ad una disinteressatissima MMMMadre che vuole solo finire prima che inizi la sua SOAP OPERA.

MMMadre: impaziente come poche, decide di lavare gli stampi di silicone e schizza acqua da tutte le parti, accanto al fornello dove sto sciogliendo il cioccolato a bagnomaria (si noti che anche una sminchiolina di acqua nel cioccolato fuso dà risultati atroci). Esasperata dalla mia maniacale lentezza e cura, non trova di meglio da fare che sgridarmi per non aver mollato tutto per lavare la ciotola del KA (impiastricciata di impasto di pan di zenzero crudo, che per inciso è pieno di miele ed appiccica come la merda, ed io lascio sempre acqua calda e detergente O aceto per un'oretta prima di lavarla). 

Stranamente la situazione diventa incandescente ALMENO un paio di volte. E si ripete, ogni giorno per una settimana, perché non vuole farle da sola e le vuole terminare prima che io parta. 

Voi non potete nemmeno immaginare il delirio.

10 novembre 2011

Capriccio alle Pere

Ormai fa un bel freschino, cosa c'è di meglio di un fine pasto caldo e dolce e profumato? 

Onestamente, niente. Se proponete qualcosa che non sia un fine pasto caldo e dolce e profumato, mentite sapendo di mentire. O anche sapendo di mentina. E quindi siete brutta gente - ma brutta forte!

E quindi eccovi una ricetta di una facilità sconcertante (sono troppo pigra per postare ricette complicate, hahah!), il cui risultato potrebbe stupirvi.

Pere alla cannella

Ingredienti: 
2 pere william
due cucchiai di zucchero di canna 
un cucchiaino di cannella in polvere 
un pezzo di cannella in stecca (opzionale)
100g di philadelphia (qualsiasi tipo)

Per la cottura delle pere, ho usato una vaporiera elettrica, che è un elettrodomestico favoloso ed un investimento che consiglio a tutti, belli e brutti! Il prezzo è abbastanza basso (se ne possono trovare già dai 40 euro in su), è un premio spesso inserito nei vari cataloghi di raccolte punti dei supermercati quindi potreste ottenerla anche "a babbo". Ne trovate a due, tre, o anche quattro piani. Potete farci anche il riso. Insomma pensateci. 

Chi non volesse investire tale cifra, o preferisse non usare elettricità ma il gas, si trovano dei semplici cestelli adatti alle varie pentole. Si trovano con facilità, anche da Ikea. 
Quello a sinistra costa 4 euro, quello a destra ne costa addirittura 7. Non ci sono scuse.

Tornando a noi!
Prendere le pere, lavarle, tagliarle in 4 spicchi. Rimuovere il torsolo.
Mettere gli spicchi di pera nella vaporiera con la stecca di cannella, cuocere per 8-10 minuti.

Nel frattempo, con una frusta elettrica, lavorare a crema mezza confezione di Philadelphia con lo zucchero di canna e la cannella. Riporre in frigo.

Servire i quarti di pera al vapore con fiocchetti di crema alla cannella e spolverare di cannella in polvere (a me la cannella non basta mai). Per due pere soltanto, basta anche meno crema, ma io sono una golosa e quindi!

CALORIE:
Pera william = circa 140 calorie (40 calorie ogni 100g, io avevo pere da circa 200g, integre, quindi ho calcolato circa 350g netti)
Zucchero di canna = 60 calorie (2 cucchiai da 30 calorie ciascuno)
Philadelphia Light = 160 calorie ogni 100 grammi

Totale: 360 calorie
Calorie per porzione: 180